Il Nautilus Marina

Il Nautilus Marina: la storia del nostro mare e  l’approdo de Il Tino

Prima che diventasse la sede de Il Tino, il Nautilus Marina era già storia. Una storia di barche e di vento, di uomini che leggevano il mare come un libro aperto. Nasce negli anni '60 sulle rive del Tevere, nel punto in cui il fiume sente più vicino il richiamo del mare. Fondato dalla  famiglia Bulgari come circolo nautico e punto di riferimento  per chi sente forte il richiamo dell'acqua, cresce sotto la guida dell'Ammiraglio Agostino Straulino, leggenda e orgoglio della vela italiana, oro olimpico a Helsinki nel 1952. Negli anni '90 la famiglia Stillitano raccoglie il testimone di questa memoria importante e lo traghetta nel futuro: un cantiere navale specializzato,  riferimento per il territorio e non solo, un luogo in cui le imbarcazioni cedono il passo al riposo e alla cura e gli uomini rincorrono sogni naviganti.In questo luogo di mare, di vento e di tempo, Il Tino attracca definitivamente nel 2016. L'edificio principale del vecchio cantiere viene recuperato e trasformato a sua immagine e somiglianza per  dar vita  a nuove miglia da percorrere in un luogo che non ha mai smesso di scrutare e custodire  il mare e di uno Chef che continua a interpretarlo con la curiosità vivace del bambino.  Ogni scelta, ogni elemento,  ogni soluzione, esprimono la prospettiva  condivisa tra lo Chef, la famiglia Stillitano e il territorio di cui sono figli, dando vita così a uno spazio che sembra esistere da sempre. Il legame indissolubile tra Nautilus Marina e Il Tino si riverbera in ogni angolo di una sala dove tutto parla di mare. A partire dall'arcipelago composto da otto grandi tavoli rotondi, ancorati come imbarcazioni in rada su di un pavimento di legno dipinto di blu profondo dove le sedute accese di rosso corallo sembrano infrangersi su un'apparecchiatura candida come la schiuma impalpabile delle onde. Sedici finestre aperte sul tetto a congiungersi alle vetrate aperte sul Tevere e sulle barche  ormeggiate nella marina lungo fiume, si cena immersi nella natura. Il design contemporaneo a vista la rende magnetica, cattura lo sguardo degli ospiti invitandoli a osservare da vicino  la plancia di comando, il luogo da cui Daniele Usai e la sua brigata governano l’esperienza che si rivela portata dopo portata.
Prima che diventasse la sede de Il Tino, il Nautilus Marina era già storia. Una storia di barche e di vento, di uomini che leggevano il mare come un libro aperto. Nasce negli anni '60 sulle rive del Tevere, nel punto in cui il fiume sente più vicino il richiamo del mare. Fondato dalla  famiglia Bulgari come circolo nautico e punto di riferimento  per chi sente forte il richiamo dell'acqua, cresce sotto la guida dell'Ammiraglio Agostino Straulino, leggenda e orgoglio della vela italiana, oro olimpico a Helsinki nel 1952. Negli anni '90 la famiglia Stillitano raccoglie il testimone di questa memoria importante e lo traghetta nel futuro: un cantiere navale specializzato,  riferimento per il territorio e non solo, un luogo in cui le imbarcazioni cedono il passo al riposo e alla cura e gli uomini rincorrono sogni naviganti.In questo luogo di mare, di vento e di tempo, Il Tino attracca definitivamente nel 2016. L'edificio principale del vecchio cantiere viene recuperato e trasformato a sua immagine e somiglianza per  dar vita  a nuove miglia da percorrere in un luogo che non ha mai smesso di scrutare e custodire  il mare e di uno Chef che continua a interpretarlo con la curiosità vivace del bambino.  Ogni scelta, ogni elemento,  ogni soluzione, esprimono la prospettiva  condivisa tra lo Chef, la famiglia Stillitano e il territorio di cui sono figli, dando vita così a uno spazio che sembra esistere da sempre. Il legame indissolubile tra Nautilus Marina e Il Tino si riverbera in ogni angolo di una sala dove tutto parla di mare. A partire dall'arcipelago composto da otto grandi tavoli rotondi, ancorati come imbarcazioni in rada su di un pavimento di legno dipinto di blu profondo dove le sedute accese di rosso corallo sembrano infrangersi su un'apparecchiatura candida come la schiuma impalpabile delle onde. Sedici finestre aperte sul tetto a congiungersi alle vetrate aperte sul Tevere e sulle barche  ormeggiate nella marina lungo fiume, si cena immersi nella natura. Il design contemporaneo a vista la rende magnetica, cattura lo sguardo degli ospiti invitandoli a osservare da vicino  la plancia di comando, il luogo da cui Daniele Usai e la sua brigata governano l’esperienza che si rivela portata dopo portata.
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La sala de Il Tino

La sala de Il Tino

Il legame indissolubile tra Nautilus Marina e Il Tino riecheggia in ogni angolo degli interni. Otto tavoli rotondi galleggiano in una sala di luce e vetro, con le ampie finestre aperte sul Tevere e sulle imbarcazioni ormeggiate che aspettano il largo in silenzio. Ogni tavolo è una rotta diversa sulle stesse acque, in una dimensione del tempo sospesa come una navigazione notturna.

Il legame indissolubile tra Nautilus Marina e Il Tino riecheggia in ogni angolo degli interni. Otto tavoli rotondi galleggiano in una sala di luce e vetro, con le ampie finestre aperte sul Tevere e sulle imbarcazioni ormeggiate che aspettano il largo in silenzio. Ogni tavolo è una rotta diversa sulle stesse acque, in una dimensione del tempo sospesa come una navigazione notturna.

La cucina a vista è la plancia di comando, il luogo da cui Daniele Usai e la sua brigata governano la rotta della serata: presenti, visibili, narratori del racconto che si dipana portata dopo portata. L'ingresso accoglie l'inizio e la fine, l'aperitivo con cui la serata prende respiro e il distillato con cui si chiude, lasciando che tutto si depositi, lentamente, sui fondali della memoria.

La cucina a vista è la plancia di comando, il luogo da cui Daniele Usai e la sua brigata governano la rotta della serata: presenti, visibili, narratori del racconto che si dipana portata dopo portata. L'ingresso accoglie l'inizio e la fine, l'aperitivo con cui la serata prende respiro e il distillato con cui si chiude, lasciando che tutto si depositi, lentamente, sui fondali della memoria.

Regala Il Tino

Regala Il Tino

Nelle notti di bonaccia il mare è così calmo che l’acqua si fa specchio misterioso quasi a  voler celare ciò che vive sotto la superficie, una Gift Card de Il Tino è un invito a immergersi nelle sue profondità per scoprire  la vita brulicante degli ecosistemi e delle suggestioni che toccano la sfera più intima dell’alta ristorazione guidati dalla maestria e dal talento di Daniele Usai. Un viaggio che inizia al primo assaggio per non finire mai, restando imbrigliato nelle reti dell'anima e riaffiorando nella percezione di aver vissuto qualcosa di raro. Un'esperienza che non può essere descritta; soltanto vissuta e condivisa.

Nelle notti di bonaccia il mare è così calmo che l’acqua si fa specchio misterioso quasi a  voler celare  ciò che vive sotto la superficie, una Gift Card de Il Tino è un invito a immergersi nelle sue profondità per scoprire  la vita brulicante degli ecosistemi e delle suggestioni che toccano la sfera più intima dell’alta ristorazione  guidati dalla maestria  e dal talento di Daniele Usai.


Nelle notti di bonaccia il mare è così calmo che l’acqua si fa specchio misterioso quasi a  voler celare ciò che vive sotto la superficie, una Gift Card de Il Tino è un invito a immergersi nelle sue profondità per scoprire  la vita brulicante degli ecosistemi e delle suggestioni che toccano la sfera più intima dell’alta ristorazione guidati dalla maestria e dal talento di Daniele Usai. Un viaggio che inizia al primo assaggio per non finire mai, restando imbrigliato nelle reti dell'anima e riaffiorando nella percezione di aver vissuto qualcosa di raro. Un'esperienza che non può essere descritta; soltanto vissuta e condivisa.